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Il ponte della Sanità a Napoli e la storia della donna che lo difese

18/12/2017

Il ponte della Sanità è l'imponente struttura lunga 118 metri, che unisce via Santa Teresa degli Scalzi e il corso Amedeo di Savoia. Tutti i napoletani almeno una volta nella vita hanno percorso quest'importante asse di collegamento, senza però fare caso alla targa posta sull'ascensore, in onore di Maddalena Cerasuolo: l'eroica partigiana a cui il ponte è stato dedicato nel 2011 . 

Si, perchè in relatà il vero nome del famoso ponte di Napoli non è "della Sanità", ma ben si ponte Maddalena Cerasuolo. E ora vediamo il perchè. 

Il Ponte della Sanità e le quattro giornate di Napoli 

La costruzione della Reggia di Capodimonte, nel 1738, fu caratterizzata da un serio problema: poteva essere raggiunta solo tramite un tortuoso percorso. Fu per questo che tra il 1806 e il 1807 furono avviati dei lavori per la costruzione di una strada, il corso Napoleone, destinata a fungere da collegamento diretto tra la reggia e il resto della città. 

Ma, ad un certo punto, i lavori si trovarono di fronte ad un vallone, quello della Sanità, e fu necessaria la costruzione di un ponte che lo "scavalcasse": peccato che proprio li dove doveva essere eretto, fosse presente il complesso di Santa Maria della Sanità con i suoi chiostri, che vennero rasi al suolo. 

Il ponte della Sanità potè quindi essere completato nel 1809. 

Da quel momento in poi la struttura acquisì un'importanza tale da essere addirittura preso di mira dai tedeschi in ritirata, nel 1943, che sconfitti dalla rivolta popolare provarono a distruggere il ponte, in modo da tagliare i collegamenti tra le due parti della città. L'insano gesto fu impedito da un gruppo di partigiani, tra i quali c'era Maddalena Cerasuolo, che si offri anche volontaria per andare a trattare con gli ufficiali tedeschi.