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Via Aniello Falcone e la storia del pittore rivoluzionario a cui deve il nome

09/01/2017

 

Napoli è una città antica, costruita grazie all'opera di diverse civiltà, che l'hanno resa la culla non soltanto di numerosi "monumenti", ma anche di alcuni  capolavori urbanistici, come nel caso delle numerose gradonate, pedamentine e rampe, importante testimonianza di quella che è stata la continua evoluzione ed espansione della capitale partenopea. Quasi tutto in città ha un valore storico, anche quelle che sembrano semplici strade moderne, a cui, per una sorta di timore riverenziale, è stato affidato il compito di ricordare i numerosi “figli famosi”, che hanno avuto a Napoli i loro natali.

In un precedente articolo, ci siamo presi la licenza di raccontare la storia di Salvator Rosa, il pittore napoletano, al quale è stata dedicata l'omonima strada, che ad oggi riveste un'importanza fondamentale per chiunque voglia spostarsi dalla zona del Centro Storico della città verso il Vomero, l'Arenella, o il Corso Vittorio Emanuele. Ad oggi, ci sembra doveroso parlare di un'altra famosissima strada, sempre dedicata ad un esimìo pittore napoletano, che di Salvator Rosa fu mentore e precettore, via Aniello Falcone

Via Aniello Falcone, il locale a cielo aperto di Napoli

Sita in prossimità del centro del quartiere Vomero, via Aniello Falcone si snoda procedendo quasi in maniera parallela a via Tasso, ed è diventata con il tempo, una delle strade più eleganti e di tendenza della città, grazie alla presenza di numerosi bar e locali, dove è possibile sorseggiare cocktails o gustare un buon aperitivo a qualsiasi ora, o quasi.

La posizione invidiabile di questa via, che gode di una stupenda vista panoramica, ha da sempre contribuito ad attirare sia una numerosa clientela, per i baretti e i localini della zona, che un gran numero di curiosi, attirati dalla vista mozzafiato. Questo, ha fatto di via Aniello Falcone, uno dei centri più importanti della movida napoletana estiva, periodo in cui la zona cambia totalmente aspetto, trasformandosi da semplice via in una sorta di grande locale a cielo aperto.

Tale caratteristica, la rende particolarmente affine al carattere particolare del pittore a cui deve il nome, Aniello Falcone appunto che, dietro la facciata di artista pacato nascondeva l'animo di grande rivoluzionario, che lo porto addirittura a combattere in prima linea al fianco di Masaniello, durante la rivolta anti-spagnola che animò le strade di Napoli nel 1647.

Aniello Falcone, tra pittura e rivoluzione 

Aniello Falcone nacque a Napoli,  tra il 1600 e il 1607, e mori sempre a Napoli nel 1665. Noto pittore e artista italiano, questi fece da mentore a numerosi giovani interessati all'arte (Salvator Rosa, Micco Spadaro ecc.. ) accogliendoli all'interno della sua bottega dove, con gentilezza e modo di fare decisamente paterno, gli svelava tutti i segreti e le maggiori tecniche pittoriche,

E, furono proprio molti dei suoi allievi a rinfoltire le fila della “Compagnia della Morte”, gruppo formato dallo stesso Aniello Falcone, con lo scopo di vendicare un caro amico morto per mano degli spagnoli, che in quel periodo dominavano Napoli. Tale compagnia, nacque con il proposito di uccidere tutti gli spagnoli presenti in città, che come possiamo facilmente dedurre non riusci a rispettare ma, raggiunse comunque degli ottimi risultati, passati alla storia grazie all'operato di Masaniello, che ne fu uno dei membri più attivi.

Quando il famoso anno di rivoluzione termino, e il Regno di Napoli torno sotto la pressante dominazione spagnola, Aniello Falcone spari misteriosamente dalla circolazione e, Luca Giordano prese il suo posto all'interno della bottega.

Attualmente, è possibile ammirare alcune delle opere più famose di Aniello Falcone recandosi presso il Museo di Capodimonte, nella sacrestia della Collegiata Santa Maria delle Grazie a Lecce o visitando la Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, dove sarà possibile ammirare la volta della grande sacrestia, interamente dipinta da lui nel 1652.