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Via Chiatamone a Napoli, l'antica strada del sesso

19/09/2017

Se i ciottoli e i mattoni di Napoli potessero parlare, racconterebbero milioni di storie di vita,lontane dalle corti, le dame, i nobili e cavalieri, di cui i libri amano tanto parlare. Le strade della capitale partenopea sono impregnate di memorie di un passato popolano, fatto di violenza, povertà, arte di arrangiarsi e perchè no, sesso, tanto, tanto sesso. 

Al pari della Pignasecca, antica zona riservata agli incontri clandestini tra popolane e nobili, ci furono infatti anche altri luoghi della Napoli antica, passati alla storia per essere stati scenario di promiscuità e attività orgiastiche. Tra tutte, via Chiatamone merita di certo una menzione d'onore. 

Via Chiatamone a Napoli, l'origine del nome

Via Chiatamone o " O Chiatamone", per il popolo napoletano, deve il suo nome dalla parola greca Platamòn, che significa : rupe scavata da grotte. E in effetti è proprio quella la posizione della via che, situata tra la rupe del Monte Echia ed il mare, risulta essere proprio la conseguenza dell'azione di questi, che con la sua azione perpetua avrebbe scavato nella roccia delle insenature e grotte. 

La parola "Chiatamò" in italiano "Piatamone", è presente anche in altre zone del sud del paese, sia come toponimo che come cognome. I Platamone, per esempio, rappresentarono uno dei casati della nobiltà siciliana più famosa. E ancora, è possibile notare la presenza della parola in toponimi che caratterizzano strade e contrade di Siracusa, Amalfi, Napoli, Otranto e Sassari. In tutti questi casi, la parola sta sempre ad indicare un'azione dovuta all'erosione del mare. 

Via Chiatamone a Napoli, strada a luci rosse 

Ad oggi, siamo abituati a pensare a via Chiatamone come una piccola strada, che si fa spazio tra via Partenope e via Francesco Caracciolo: ma non è sempre stata così. 

Anticamente infatti, Via Chiatamone era una strada sterrata - caratterizzata dalla presenza di numerose grotte, da cui ha origine il suo nome - dall'aspetto selvaggio: scenario ideale sia per l'attuazione di riti mitriaci che dei Cenobiti, che l'hanno caratterizzata nel XVI secolo; sia per le attività orgiastiche, che portarono all'ostruzione delle grotte, ad opera del vicerè Pedro de Toledo

La costruzione delle mura però, avvenuta nel 1565, cambiò l'aspetto del Chiatamone, che divenne la strada da passeggio per i nobili e signori ma non la sua natura: gli incontri a luci rosse tra aristocratici, popolane e militari continuarono, quasi indisturbati. 

In seguito, alla fine del XIX secolo, durante i lavori del Risanamento che diedero vita anche al Corso Umberto I, si pose fine al problema "diminuendo le dimensioni" di via Chiatamone, con la colmata a mare, e ridimensionanto in Monte Echia. 

Da quel momento in poi, quella che un tempo era stata una larga strada sterrata, divenne la piccola via adiacente a via Partenope che noi tutti oggi conosciamo.