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Via San Gregorio Armeno, la storia prima dei pastori

12/12/2016

Via San Gregorio Armeno è di certo una delle strade di Napoli più famose, contraddistinta da una moltitudine di bancaralle e negozi, che ogni anno regalano al Natale dei napoletani, e dei centinaia di turisti che si recano a visitarla, un pizzico di magia. Dinastie di pastorai si sono alternati nella gestione di quelle stesse bancarelle per secoli, perfezionando anno dopo anno le loro sculture, rese sempre più realistiche, innovative ed attuali : un classico, sono i pastori che raffigurano i calciatori della squadra del Napoli, o quelli che ritraggono i personaggi televisivi più famosi del momento. 

Senza ombra di dubbio San Gregorio Armeno a Napoli può essere definito un luogo da favola che, almeno una volta nella vita bisognerebbe visitare ma, vi siete mai chiesti perché i “pastorai” sono concentrati tutti in quella strada? E sopratutto, chi era San Gregorio Armeno? 

Via San Gregorio Armeno, da Cerere ai pastori 

In genere, siamo erroneamente portati a pensare San Gregorio Armeno come la strada dei soli pastori e del Natale, ma questo non è del tutto esatto, visto che custodisce alcuni dei tesori storici più impostanti della città.

Situata nel bel mezzo del centro storico di Napoli infatti, la via costeggia l'Agorà, poi Foro di Piazza San Gaetano, dove sono ancora visibili i resti del tempio dedicato ai Dioscuri, Castore e Polluce, fratelli della famosa Elena di Troia
Inoltre, nei pressi della chiesa dedicata a San Gregorio, il vescoco San Nostriano fece non solo aprire dei balnea pubblici (terme, bagni etc...) ma anche costruire la prima struttura paleocristiana della chiesa, proprio dove un tempo sorgeva l'antico tempio della dea Cerere, Demetra per i greci, di cui ora è visibile un bassorilievo, ultima testimonianza dell'importanza della dea presso i napoletani del tempo. 

Del culto di Cerere a Napoli ci sono arrivate ben poche notizie ma, di certo si sa che era molto sentito – furono molte le fanciulle a dedicare l'intera vita alla dea – e che, i cittadini, portavano al tempio come offerte votive delle statuine in terracotta, che venivano fabbricate nelle vicine botteghe, che si trovavano proprio dove ora sono situate le bancarelle dei pastori. 

Chi era San Gregorio Armeno?

Fu proprio nella struttura paleocristiana, costruita dei pressi della chiesa all'epoca dedicata a San Liguore, che nel VIII secolo, nel bel mezzo delle persecuzioni religiose, furono portate le spoglie di San Gregorio l'Illuminatore, patriarca dell'Armenia; a trasportarle furono le stesse monache di S.Patrizia, che fondarono il loro monastero sull'isolotto di Megaride, prima che il Castel dell'Ovo raggiungesse la forma definitiva che conosciamo oggi. 

L'importanza di San Gregorio è dovuta al suo grande operato nelle vesti di attivista cristiano in Armenia, a cui si deve il riconoscimento del cristianesimo come religione di Stato. 
Durante le persecuzioni cristiane ad opera del re Tiridate III, Gregorio venne imprigionato nella prigione di Khor Virap, nella città di Artashat, dove rimase per ben tredici anni.
Una leggenda vuole che in seguito a questo, il re venne colto da una terribile malattia che nessun dottore riuscii a curare. Fu allora che la sorella, ebbe un sogno rivelatore, che la indirizzo verso il predicatore imprigionato, l'unico in grado di salvare Tiridate che, come si può facilmente dedurre, si dimostrò molto scettico al riguardo.
Alla fine però il re si convinse e liberò Gregorio che, grazie a quella che venne poi definita “intercessione divina”, guarì il re, che non solo si convertì al cristianesimo, ma la dichiarò religione di Stato nel 301 mentre Gregorio, dopo aver dedicato diverso tempo all'evangelizzazione del popolo, si ritirò sulle montagne Akilisene, dove continuò a vivere come un asceta.