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Cedolare secca ed immobili commerciali, novità in arrivo

30/05/2019

La cedolare secca, in poche parole, è  un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, applicabile al contratto d'affitto. Scegliere questo particolare tipo di contratto vuol dire rinunciare a chiedere l'aggiornamento del canone per tutta la durata ma, ,al contempo, comporta il risparmio sull’imposta di registro e imposta di bollo.

Originariamente riservata alle persone fisiche, con la risoluzione 50/E del 17 maggio scorso, l'Agenzia delle Entrate ha reso possibile l'accesso anche alle imprese che possono diventare "inquilini, anche se solo nel caso in cui la cedolare sia prevista per le locazioni commerciali dalla legge 145/2018.

L'articolo 3 del Dlgs 23/2011, norma alla base di questa novità, non entra però nel dettaglio dei requisiti del locatore, come invece succede per la figura del conduttore. Come riportato dal Sole 24 Ore in un recente articolo, la legge prevede che il regime agevolato di appliche soltanto alle persone fisiche, in alternativa alla tassazione del reddito fondiario, che però non riguarda gli immobili delle imprese e dei professionisti. Nella medesima norma viene disposto che la cedolare secca non si applichi alle “locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o di arti e professioni”.

L'Agenzia delle Entrate ha invece stabilito con le circolari 26/E/2011 e 12/E/2016, che la norma metta nella stessa condizione anche il conduttore. A conferma di ciò il comma 6-bis dell’articolo 3 (Dlgs 23/2011), aggiunto nel 2014 dalla legge di conversione del decreto casa. All'interno di questa viene  disposto l'ampliamento dell’opzione della cedolare, esercitabile anche per unità immobiliari abitative locate a cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni.