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Decoro architettonico di un palazzo, quando può essere considerato violato?

07/09/2020

 

Quando un condomino ha intenzione di effettuare dei lavori di ristrutturazione nel suo appartamento, deve preoccuparsi non soltanto di procurarsi tutte le licenze e i permessi del caso, ma anche di non violare il cosidetto decoro architettonico del palazzo in cui vive ossia, in poche parole, di non deturparne la facciata, alterandone le linee originali.

Ma, quand'è che il decoro architettonico può considerarsi violato? Bisogna chiedere il permesso all'assemblea di condominio prima d'iniziare i lavori? Vediamolo insieme

 

Decoro architettonico del palazzo, facciamo un po' di chiarezza.

 

Prima d'inoltrarci nell'aspetto tecnico del discorso è necessario fare un po' di chiarezza sul concetto di decoro architettonico in quanto, per quanto se ne senta parlare spesso, non esiste all'interno del codice civile nessuna definizione che lo delimiti. Per questo durante gli anni la giurisprudenza ha delineato, anche se in maniera non netta i confini del concetto, definendola come “l'estetica del palazzo”.

 

Sono in possesso di tale caratterista tutti gli edifici – comprese case popolari o residenziale di tipo comune – quindi, per considerarla “lesa”, non c'è bisogno che l'immobile in questione sia in possesso di un particolare pregio urbanistico, o corrisponda ad una specifica categoria catastale.

Infine, l'assenza all'interno del regolamento di condominio di una sezione inerente alterazione della facciata dello stabile non fa differenza in quanto, l'obbligo di non alterare il decoro architettonico trova le sue basi già all'interno del codice civile.

 

Lavori di ristrutturazione in condominio, bisogna chiedere il permesso all'assemblea?

 

Che ci sia di mezzo il decoro architettonico o meno è bene ricordare che il proprietario di un appartamento, dopo aver richiesto tutti i permessi e licenze comunali dovute al caso, è libero di effettuare tutti i lavori che vuole all'interno della sua proprietà senza dover richiedere il permesso all'assemblea di condominio.

Affinché tale libertà sia duratura però, il soggetto dovrà attenersi a tre obblighi:

  • Munirsi di una perizia che provi all'amministratore del condomino che i lavoro in corso non minano la stabilità del palazzo;
  • I lavori non minino il decoro architettonico dell'edificio;
  • Sia data comunicazione all’amministratore dell'inizio dei lavori. Sarà lui a comunicarlo all'assemblea

 

Decoro architettonico del palazzo quando è violato e quando no.

 

Ora, passiamo ad analizzare i casi in cui il decoro architettonico di un palazzo può essere considerato violato e quando no.

Non si viola :

  • In caso di interventi che non comportano varianti visibili ad occhio non esperto
  • Se questo è già stato violato in passato, senza che si sia richiesta la demolizione o la disinstallazione della modifica.

Per quanto riguarda il limite che porta alla violazione del decoro architettonico invece, bisogna ricordare che questo va considerato oltrepassato tutte le volte che vengono apportate delle modifiche che alterino l'omogeneità della struttura, sottolineando delle differenze tra un appartamento ed un altro : anche un elemento di valore come una statua può essere considerato “ di disturbo”, nel caso non ce ne siano altre presenti, o una tenda di colore diverso rispetto a quella montata dagli altri condomini