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È possibile annullare una donazione?

15/10/2018

 

La donazione è un contratto disciplinato dall'art. 769 del codice civile, e riguarda la possibilità di un soggetto detto donante, di regalare ad un secondo soggetto, detto donatario, un proprio diritto o un bene. La donazione più comune al giorno d'oggi è quella che ha per oggetto i beni immobili, viene esercitata principalmente all'interno delle famiglie ed è di per se un atto irrevocabile: ciò vuol dire che una volta ricevuta la donazione, il donatario diventa effettivamente il proprietario del bene, e può goderne come meglio crede.

Ma, cosa succede se il donante cambia idea?

Quando è possibile annullare una donazione

Come specificato in precedenza la donazione è un contratto e, in quanto tale, sottopone i due soggetti a dei vincoli. Il donante, per esempio, non può cambiare idea sulla donazione, a meno che non sussistano delle particolari condizioni, ovvero “l'ingratitudine del donatario”.

Stando a quando riportato nell'art. 801 del codice civile, si parla d'ingratidune quando il donatario commette uno di questi fatti:

-ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, il coniuge, un discendente o un ascendente di questo; o ha commesso contro di loro un fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio; o li ha denunciati infondatamente o ha testimoniato falsamente contro di loro per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni;

-si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante 

-ha arrecato grave pregiudizio al patrimonio del donante 

-gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti per legge.
 

Cosa s'intende per grave pregiudizio?

Il grave pregiudizio al patrimonio del donante è uno dei presupposti più comuni, per la revoca della donazione. Questo si ha quando il donatario causa un danno al patrimonio del donante, in maniera volontaria e grave, mosso dalla sua avversione nei confronti del donante e soprattutto, cosciente dei possedimenti di questi. In caso di danni irrisori o “casuali”, non è possibile revocare la donazione.

Stando a quanto deliberato dalla Cassazione nella sentenza n. 23077/2018., non costituisce “volontà di danneggiare” l'esercizio dei propri diritti, come quello di proprietà sul bene donato o l'avvio di una causa: a meno che il donatario non se ne serva per raggiungere dei vantaggi ingiusti.

Che cos'è l'ingiuria grave?

Anche l'ingiuria è indicata tra i motivi validi per la revoca di una donazione, ed è importante sottolineare da questo punto di vista l'aggettivo “grave”. Stando sempre a quanto dichiarato dalla Corte di Cassazione, all'interno della succitata sentenza, questa deve essere espressione di un sentimento di astio da parte del donatario nei confronti del donante, talmente grave da ripugnare la collettività.

Questo comportamento non può essere fatto risalire ad un solo episodio, ma deve essere l'espressione di un fare ripetuto, dovuto da una profonda avversione. Quindi, a causare il ritiro della donazione non può essere di certo una semplice parolaccia, o la maleducazione.