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Mercato immobiliare 2018: compravendite in rialzo ma prezzi ancora in calo

01/10/2018

 

Continua il periodo d'oro per il mercato immobiliare italiano che, nel corso del primo trimestre del 2018, ha messo in luce dinamiche di crescita riguardanti l'acquisto e la vendita di case. Ad affermarlo sono i dati contenuti all'interno dell'ultimo Rapporto Immobiliare Residenziale 2018 – redatto grazie ad una collaborazione dell'OMI e l'Abi – che ha messo in evidenza alcuni dati decisamente positivi: un aumento degli atti notarili, pari a 176.687, suddivisi in +0,5% per l'immobiliare residenziale, e +1,3% per quello commerciale.

Compravendite residenziali 2018, +6,7% per Napoli

Stando a quanto riportato dall'Agenzia delle Entrate, rispetto allo stesso periodo del 2017, le compravendite residenziali sono cresciute del 5%. Il primo semestre 2018 avrebbe fatto registrare 127.277 transazioni, pari a +4,3% nel primo trimestre, e 153.693, pari a +5,6% nel secondo, il tutto paragonato allo stesso periodo dell'anno vecchio.

È ancora Napoli a far registrare i risultati migliori, con un netto +6,7%, seguita da Torino con +4%, Palermo +3,1% e Milano con +2,8%. Variazioni più contenute si sono registrate a Firenze, con +2% e Genova, +1,1%.  Bologna ha dato invece segni di stabilità con 0,3%, mentre Roma è stata l'unica grande città italiana a far registrare percentuali negative, con -1,3%.

Compravendite residenziali, i prezzi medi ancora in calo

 Se i dati riguardanti gli acquisti delle case sono decisamente positivi, diverso discorso vale per i prezzi degli immobili residenziali. Stando ai dati resi noti dall'Istat, il prezzo medio necessario all'acquisto di un immobile ha visto, nel primo trimestre di quest’anno, una riduzione dello 0,3%. Dal punto di vista dell'OMI e dell'Abi però, non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi in quanto, entro l'anno 2020 è prevista un'inversione di rotta.

Secondo gli esperti, l'andamento al ribasso dei costi potrebbe derivare da due semplici fattori. Il primo, riguarderebbe l'offerta degli immobili, nettamente superiore alla domanda e quindi, fautrice di prezzi più bassi al fine della concorrenza. 

Il secondo invece, riguarderebbe da vicino la crescita lenta dell'economica italiana, che spingerebbe i prezzi degli immobili ad "adattarsi" al portafoglio dei clienti.