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Mercato immobiliare: l'indice di affordability continua a migliorare

03/07/2018

La crisi finanziaria del 2008 ha minato profondamente la capacità di risparmio delle famiglie italiane, rendendo indispensabile il monitoraggio delle condizioni economiche e finanziarie. A risentirne di più è stata la propensione all’investimento immobiliare che, soprattutto nel nostro paese, comporta l'unica forma di indebitamento delle stesse. Questo ha portato all'elaborazione dell'indice di affordability o di sostenibilità, che misura le condizioni di accessibilità delle famiglie italiane all’acquisto della casa.

Cos'è l'indice di affordability?

Elaborato dall'Ufficio studi Abi e dall'Agenzia del Territorio, sulla falsariga degli esempi anglosassoni, l'indice di affordability o di sostenibilità esprime il grado di accessibilità all'acquisto di un'abitazione residenziale da parte di una famiglia, con attenzione particolare ai nuclei con capofamiglia di giovane età.

L'indice viene elaborato sulla base del costo finanziario di un mutuo di durata pari a 20 anni, con l'individuazione di una soglia fra rata del prestito e reddito familiare pari al 30%. Nel calcolo  vengono poi tenuti in considerazioni ulteriori fattori variabili, tra cui il reddito disponibile, prezzi delle case, andamento dei tassi di interesse sui mutui, che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa ricorrendo ad un finanziamento.

Indice di affordability in rialzo per il quinto anno consecutivo

Il calcolo dell'indice di affordability per l'anno 2017 ha confermato il trend positivo del mercato immobiliare italiano. In rialzo per il quinto anno consecutivo, nel secondo semestre del 2017 l’indice è risultato pari al 13,5%, facendo registrare un massimo storico.

Particolarmente interessanti i dati che riguardano le “famiglie giovani”, che sono risultate in grado di accedere all'acquisto di una casa per il 52%: il miglior dato registrato negli ultimi sei anni. La quota delle famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire il costo di un mutuo è salita al 75%, percentuale superiore di due punti rispetto a quella registrata a fine anno 2016.

Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una casa da parte delle famiglie è risultato omogeneo a livello territoriale, con 17 delle 19 regioni considerate, fautrici di un nuovo massimo storico.