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Mutuo: se lo pagano i genitori niente accertamento fiscale

12/03/2020

 

Negli ultimi tempi si è sentito spesso parlare di Redditometro: lo strumento mediante il quale il fisco può calcolare approssimativamente il reddito del contribuente, attraverso una serie di calcoli effettuati tra l'ammontare delle spese dichiarate dal soggetto e alcuni indici prefissati. Se tale calcolo dovesse mettere in risalto uno scostamento marcato tra l'ammontare delle spese e il reddito dichiarato, l'Agenzia delle Entrate può sottoporre l'utente a degli accertamenti.

Tale calcolo, che ha inciso sulla vita degli italiani per diversi anni, sembra però essere destinato a mutare nel prossimo futuro, viste le recenti sentenze della Commissione Tributaria Regionale della Toscana e della Cassazione. Mentre la prima ha deliberato la non incidenza del possesso di auto di piccola cilindrata e prima casa sul Redditometro, andandone a minare le basi, la seconda si è di recente pronunciata sull'eventualità di accertamenti fiscali, in caso di genitori che paghino le rate del mutuo sulla casa dei propri figli. Ma vediamo il caso concreto.

 

Mutuo pagato dai genitori, l'accertamento fiscale è illegittimo.

 

Con la sentenza n. 5168/17 del 28.02.2017. la Cassazione ha gettato quella che sarà una pietra miliare nel rapporto tra fisco e utenza: un figlio che si fa aiutare dai propri genitori per pagare le rate del muto sulla casa non può essere sottoposto ad accertamento fiscale, anche nell'eventualità in cui il passaggio di denaro dovesse avvenire in contanti.

Stando a quanto deciso dai giudici infatti, il fisco, prima di sottoporre il soggetto ad accertamento sintetico è tenuto a documentarsi sul tenore di vita dei suoi familiari più prossimi, che in nome dei rapporti di solidarietà che vigono in una famiglia, potrebbero aver aiutato l'utente in questione fornendogli aiuti economici in modo informale, ossia con soldi contanti, o estinguendo direttamente il suo debito

La Cassazione ha poi sottolineato che la prova richiesta al contribuente sottoposto all'accertamento non deve essere necessariamente fornita tramite bonifico, in quanto non è previsto dalla legge. Chi si dovesse trovare ad affrontare il caso in esame può semplicemente dare prova che il reddito del genitore da cui è partito l'aiuto sia compatibile con il sostegno ricevuto: questo basterà ad evitare eventuali altri accertamenti e problemi.