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Napoli e le vie delle antiche arti e dei vecchi mestieri

27/05/2017

Andare in giro per le strade di Napoli è un'esperienza magica che permette d'immergersi nella storia, di rivivere una tradizione fatta di antichI miti, usanze e mestieri ormai perduti, tramandati di generazione in generazione grazie ai racconti di anziani cantastorie e odonimi urbani: i nomi dati a strade, larghi e vicoletti.

Dietro ogni ondonimo di Napoli si nasconde un pezzo di storia e di magia: abbiamo la Pignasecca, antico bosco magico; i Colli Aminei, dove i nobili solevano trascorrere le loro vacanze; via Francesco Caracciolo, dedicata all'ammiraglio che combatté per proteggere la città e poi ci sono loro, i nomi dei “vicoli”, che tengono viva la memoria di antichi mestieri ormai spariti per sempre.

Napoli e le strade dei mestieri scomparsi

Con il trascorrere del tempo tutto cambia per adattarsi alle nuove circostanze, alla nuova società. A tale processo non sono stati immuni i vecchi mestieri e arti che un tempo animavano le stradine e i bassi di Napoli, e che oggi vengono ricordati grazie alle testimonianze trasmesse nei libri, qualche vecchia fotografia e ai nomi dati ad alcuni vicoli della città che, strappando un sorriso al passante o al turista di turno, tramandano e rendono nota una tradizione vecchia secoli.

Ecco un piccolo elenco di queste strade, simbolo della storica realtà economica e sociale che tanto ha caratterizzato la capitale partenopea:

  • Vico Impagliafiaschi deve il suo nome agli artigiani ivi residenti, che fabbricavano cesti, panari, e oggetti vari di paglia
  • Vico Lammatari deve il suo particolare odomino a una deformazione dialettale del termine “amidari”, usato per indicare i fabbricanti di amido. La strada fu infatti animata per secoli dalle botteghe dove si produceva amido per le pasticcerie, sartorie e lavandaie
  • Vico Scassacocchi, famoso per essere stato citato in opere teatrali come “Napoli Milionaria” e “Quei figuri di trent’anni fa” di Eduardo De Filippo, deve il suo nome alle vecchie attività di sfasciacarrozze li situate.
  • Vicoletto Chiavettieri al Pendino invece, fu la sede di numerose botteghe di artigiani, che fabbricavano e vendevano chiavil
  • Vico Figurari è forse il simbolo di quella che fu ed è ancora oggi “l'arte” più bella e più importante di Napoli. Lì infatti, venivano e vengono tutt'ora lavorati i pastori e statue di Santi di legno, stucco e cartapesta.