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Quando gli immobili ceduti sono esenti iva

16/09/2020

L'immobiliare e l'edile sono solo due dei settori del mercato italiano ad essere stati maggiormente colpiti dalla crisi economica, da qui gli aiuti e gli interventi normativi portati a termine dallo Stato a fine anno 2014, che si sono lasciati alle spalle però una sorta d'amaro, dovuto principalmente al regime dell'IVA.

I dubbi su quale sia il regime IVA da applicare in caso di cessione d'immobili, che hanno subito delle ristrutturazioni entro i cinque anni, sono per esempio davvero tanti. Ma, vediamo insieme qual'è il modo più opportuno per verificare se un'immobile sia esente dall'IVA o meno.  L’articolo 10 del Decreto IVA (Dpr 633/1979) prevede l’esenzione, ma non sempre, per questo è importante formulare una prima e netta distinzione tra manutenzione straordinaria (esente), e altri tipi di lavori come restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (imponibili).

Partendo da questo presupposto bisogna poi stabilire, in base alla definizione dell'Agenzia delle Entrate, la qualifica del soggetto che effettua la vendita: se sono imprese d ripristino, queste effettuano lavori di restauro, risanamento, ristrutturazione edilizia ecc.. tutte operazioni su cui si paga l'IVA.

Ultimo indizio ma non meno importante, per riuscire a capire se è il caso di versare l'IVA o meno, è dato dai titoli abitativi in quanto se i lavori hanno seguito il regime di edilizia libera, si tratta molto probabilmente di lavori di manutenzione straordinaria, esenti dall'IVA. Mentre invece, se prima dell'inizio dei lavori è stato necessario richiedere un permesso, i lavori sono da considerarsi imponibili IVA.