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Quartiere Camaldoli: il punto più alto di Napoli.

29/06/2018

 

 

Napoli è per antonomasia la città del sole e del mare ma, vista la sua particolare struttura territoriale, non manca di alture estremamente panoramiche. Tra queste, di certo la più nota è quella della Collina dei Camaldoli, che si staglia per 457 metri sul livello del mare

La storia della Collina dei Camaldoli

La genesi della Collina dei Camaldoli, viene fatta risalire a ben 35.000 anni fa, in seguito ad una violenta eruzione vulcanica che colpì i Campi Flegrei. A questo sarebbe dovuta la particolare conformazione dei due versanti della collina, che sul versante sud presenta rupi scoscese e rocce di tufo mentre, sul versante nord, un folto bosco .

Battezzato con il nome di Monte Prospetto, vista la particolare prospettiva di cui di gode dalla collina, visibile fin dal mare, il luogo deve poi  il suo attuale nome dall'eremo camaldolese, costruito nel XVII dal Principe di Conca, grazie al quale, in seguito a successivi lasciti, furono edificate la nuova chiesa, la foresteria e le celle degli eremiti. Durante i secoli l'eremo ha ospitato diversi ordini - anche a causa delle diverse soppressioni effettuate dai diversi regnanti – fino ad arrivare al 1998, anno in cui i Camaldolesi sono stati definitivamente sostituiti dalle suore Brigidine provenienti dalla Svezia, che ancora oggi vi risiedono.

La particolare posizione della Collina dei Camaldoli, e di conseguenza del relativo quartiere, ha per anni alimentato la falsa convinzione che non sia parte di Napoli, ma quartiere a sé stante. In realtà la zona non soltanto è parte integrante della città ma, contrariamente a quanto pensato da molti, appartiene all’ottava municipalità della città – Piscinola, Marianella, Chiaiano, Scampia – e non alla nona, ossia Pianura Soccavo.