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Residenza e seconda casa, ecco quali sono i rischi

28/10/2020

 

Sono in molti gli italiani che, onde evitare di pagare l'Imu, dichiarano la propria residenza nella seconda casa: pratica che li rende colpevoli del reato di evasione fiscale. 

L'argomento è stato oggetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha chiarito diversi punti della questione e sottolineato molte delle spiacevoli conseguenze. 

Il caso di partenza era quello di una coppia di coniugi. Pur vivendo nella stessa abitazione, ognuno di loro era titolare di un diverso immobile: uno quello in cui effettivamente la coppia viveva, e l'altro della seconda casa

Peccato che l'esenzione Imu non valga in questo caso. Per ottenerla, l'immobile in questione deve essere residenza e dimora abituale sia del contribuente che di tutto il suo nucleo familiare quindi, anche il coniuge, deve risultare necessariamente residente allo stesso indirizzo. Fornire un'informazione di doppia residenza, come nel caso in oggetto,  equivale a una dichiarazione di falso in atto pubblico, ed è punibile con la reclusione fino a due anni. 

Da questo punto di vista la Cassazione a tenuto a chiarire che, quando i due coniugi dichiarano una residenza diversa, non può essere considerata abitazione principale né la prima né la seconda casa. A questo punto dunque le imposte dovranno essere versate per entrambi gli immobili.

Questo mette il comune in condizione di poter avviare degli accertamenti fiscali e costringere il proprietario a versare doppia imposta, per tutti gli anni in cui non ha adempiuto ai suoi doveri di contribuente. In più, a tale somma versata, vanno poi aggiunte le sanzioni per l'illecito commesso.