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Tasse sulla casa: cosa succede quando non si paga?

12/07/2018

L'annuale appuntamento con le scadenze fiscali non è mai un piacere, per ovvi motivi. Se poi ci aggiungiamo che le scadenze sono suddivise durante tutto l'arco dell'anno, la cosa diventa ancor più "complicata", in quanto, può capitare ed è capitato di dimenticarne qualcuna. Al fine di evitare l'applicazione delle spiacevoli conseguenze che seguono un mancato pagamento - e che esulano da questo articolo - il Fisco provvede all'invio delle famose cartelle di pagamento dopodichè, il debitore ha 60 giorni di tempo per regolare la sua posizione: ma non sempre accade.

In questo caso se l'agente di riscossione non procede per vie legali alla riscossione del pagamento, il suo diritto va in prescrizione: ossia non bisogna pagare più nulla. E questo vale per tutte le tasse. Di recente, tramite la sentenza n. 28576/2017, la Corte di Cassazione ha fatto luce sui diversi meccanismi di sollecito e i tempi di prescrizione delle tasse sulla casa. Analizziamo il tutto nel dettaglio. 

La prescrizione delle tasse sulla casa.  

Come ormai tutti sanno, le imposte collegate alla casa sono tre: 

  • L'Imu o imposta municipale unica, dovuta dai possessori di: fabbricati, area fabbricabile, terreni agricoli e unità immobiliari "di lusso".
  • La Tasi o tassa comunale sui servizi indivisibili, dovuta dai possessori di fabbricati - compresa l'abitazione principale classificata nelle categorie catastali  A/1, A/8 e A/9 - e di terreni edificabili.
  • La Tari, l'imposta sui rifiuti, dovuta da chiunque possegga dei locali suscettibili di produrre rifiuti urbani. 

Tali imposte vanno versate al Comune annualmente, e sono calcolate in base ad una dichiarazione presentata dallo stesso contribuente, all'interno della quale sono indicate: la natura dell’immobile, la dimensione e il valore catastale.

In genere, in caso di mancato pagamento, l'ente creditore invia al contribuento un sollecito di pagamento MA, stando a quanto deliberato dalla Cassazione, questo potrebbe non essere più necessario. Secondo i Giudici Supremi quando ad essere in discussione non è l'ammontare della tassa ma solo il versamento, l'invio della sola cartella esattoriale è lecito mentre, nel caso in cui sia necessario contestare l'ammontare pagato dal contribuente, l’amministrazione deve  formare il cosiddetto ruolo e incaricare l’esattore dell’avvio delle azioni esecutive.

Sappiamo tutti che i tempi della burocrazia italiana possono essere più o meno lunghi. Quindi, può capitare che un contribuente riceva una cartella esattoriale, riguardante un pagamento mancato anni prima. Ebbene, nel caso in cui questa arrivi dopo il termine di cinque anni, tale pagamento deve essere considerato prescritto: ossia non bisogna più pagare nulla.  

Tutte le imposte sulla casa, ossia Imu, Tasi e Tari, cadono in prescrizione entro tale termine, che deve essere considerato nulla nel caso di ecapito di sollecito di pagamento, che interrompe il calcolo del termine, che viene conteggiato di nuovo da capo.