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Via Medina a Napoli e la strage in nome della Repubblica

25/05/2018

Via Medina è una delle strade più importanti di Napoli, sia dal punto di vista storico che per quanto concerne lo snodo del traffico stradale. Dotata di una forma irregolare - nella parte sud tende ad allargarsi - era collegata in passato al Castel Nuovo da una porta, Porta Petruccia, che portava al di fuori delle antiche mura medioevali. Qui, gli angioini usavano far svolgere i tornei e allestire delle giostre, che venivano poi conservate in depositi all'interno della via: da qui il nome di via delle Corregge o largo delle Corregge, che erano appunto le bardature dei cavalli. 

Con il tempo, e grazie anche all'interento urbanistico del viceré spagnolo Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, che incluse all'interno delle mura il territorio di Santa Marta, un tempo appartenente ai monaci si San Pietro e attuale rione Carità, la zona affrontò un'iniziale sviluppo. Fu con Alfonso V d'Aragona, e il restauro del castello, che via Medina - all'epoca stradone dell'incoronata - divenne il ritrovo dei mercanti provenienti da tutto il paese. Traccia di quest'antica attività è riscontrabile ancora oggi nei toponimi delle stradine che circondano la via. 

I miglioramenti urbanistici continuarono imperterriti per tutto il secolo ma, tra le migliorie apportate di certo non si può non menzionare la costruzione nella fontana di Nettuno, avenuta verso la metà del XVII secolo ad opera del duca di Medina, al quale poi, la strada fu dedicata. Negli ultimi decenni del Risanamento, a questa vengono affiancati dei giardinetti distrutti poi nel 1876, con i consecutivo spostamento della fontana nella sua posizione attuale. 

Insomma, quella di via Medina è stata storia felice costellata di miglioramenti e progesso, almeno fino alla seconda guerra mondiale. Già nel 1943 la via subii numerosi danni dovuti ai bombardamenti, che portarono alla demolizione negli anni '50 dell'hotel Isotta & Genève. Poi, il cupo evento che ne macchio la storia indelebilmente. 

Nel 1946 la vittoria della Repubblica al referendum portò ad una serie di scontri e rivolti, ad opera dei sostenitori della monarchia e dei monarchi stessi. Napoli fu accesa sostenitrice di quest'ultima e, nei giorni seguenti la vittoria della Repubblica i monarchi tentarono il colpo di stato. Ci furono moltissimi scontri tra cui, il più sanguinoso si tenne proprio a via Medina, allora sede del partito Comunista, che espose la bandiera tricolore priva dello stemma dei Savoia. L'assalto dei sostenitori della monarchia avvenne l'11 giugno. Gli scontri contarono centocinquanta feriti e nove morti, la maggior parte caduti sotto i colpi dei reparti di sicurezza.