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Via Partenope e la triste storia della sirena

14/03/2017

Via Partenope è una delle strade più eleganti di Napoli e costituisce, insieme a Via Caracciolo, il lungomare della città, nato grazie ad un lungo ed accurato lavoro di colmata del mare che, nel 1869, prolungò la terraferma verso il Castel dell'Ovo.

Dal momento in cui fu utimata ad oggi, via Partenope ha ospitato numerosi edifici importanti, come gli alberghi Santa Lucia, Excelsior, entrambi costruiti intorno al 1900, il Royal e il Continental, che insieme formano il gruppo più prestigioso di alberghi presente in città; l'Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali, fondato nel 1928, che divenne poi la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università Federico II, oggi Centro Congressi dell'Ateneo; per non parlare dei numerosi bar, ristoranti, e locali alla moda, cuore pulsante della movida napoletana.

Ma, come altre zone di Napoli e la città stessa, via Partenope ha nella splendida vista sul mare di cui si può godere da ogni suo punto, la base del suo fascino e della sua bellezza, ma anche di quel pizzico di misticismo, che tanto la rende interessante agli occhi di turisti romantici e napoletani innamorati. Prima di narrare questa storia però, c'è bisogno di fare un passo indietro, partendo da quella che è stata la fondazione di Napoli e la genesi del suo originario nome.

Da Partenope a Napoli, nascita ed evoluzione della città

La città di Parthenope o Partenope, era una colonia della Magna Grecia, fondata dai Cumani intorno al terzo quarto dell'VII secolo a.C, in contemporanea alla fondazione di Cuma.

Sorta in posizione particolarmente favorevole – circondata su tre lati dal mare – per i traffici marittimi, Partenope divenne ben presto molto più potente della città madre, a cui si oppose in alcune occasioni. Cuore pulsante di tutta la sua attività era il porto, situato verso l'attuale piazza del Municipio, dove approdavano tutte le navi dirette in Iberia, Sardegna e Baleari. In seguito alla loro espulsione da Cuma, ad opera del tiranno Aristodemo di Cuma, alcuni membri dell'aristocrazia si stabilirono in città, facendo si che questa divenisse una dei più grandi porti del mediterraneo. La crescente importanza di Partenope, divenuta ormai “un'anti-Cuma”, produsse un crescente sviluppo urbanistico, che portò alla conseguente rifondazione della città come Neapolis.

Ma, per quanto si siano sforzati di trasformarla in una “città nuova” Napoli resterà per sempre legata alle sue radici, a quel nome, Partenope, che ancora oggi capeggia imponente nell'etimologia delle strade, come nel caso appunto di via Partenope; tra i monumenti della città, si pensi alla fontana dedicata a Parthenope, istallata in Piazza Sannazaro,  e nel cuore degli stessi cittadini, orgogliosi di definirsi “ Partenopei”.

La domanda è: perchè?

Via Partenope, e l'eredità della sirena

Il nome Partenope, che significa “verginale”, fu scelto per identificare una delle sirene che erano adorate nella Magna Grecia. Una di queste, in particolare, era venerata presso Sorrento alla “Punta Campanella” dove si ergono dal mare tre scogli isolati, “Li Galli”, che simboleggiavano il terrore dei naviganti, in quanto spesso causa di naufragi, tanto da essere soprannominati sirenussai.

Sono giunte fino a noi solo poche notizie storiche e attendibili inerenti i culti d'adorazione alla sirena, notizie, che riguardano principalmente una corsa con le fiaccole che ogni anno si compiva in suo onore. Per questo, il perchè i Cumani decisero di dedicare la nuova città alla sirena ci resta ad oggi sconosciuto, a meno che non si voglia dare adito ai numerosi miti e alle leggende sull'argomento, che ancora vengono raccontate tra le strade di Napoli.

Pare infatti, che la sirena Parthenope la più bella del golfo, morì in seguito alle pene d'amore dovute al riufito del leggendaro eroe Ulisse. Il suo corpo senza vita approdò sulle rive dell'isolotto di Megaride in cui oggi sorge Castel dell'Ovo, e proprio lì sia stata sepolta una dei patroni di Napoli, santa Patrizia. Secondo un'altra leggenda, invece, gli Argonauti passarono per l'isola dove viveva la sirena e Orfeo, che anche prese parte alla spedizione, suonò la cetra; Parthenope morirà quindi suicida, affogandosi in mare. Da fonti leggendarie e definibili antropologiche, sembra che proprio da queste due figure nasca la città di Napoli.

Fatto sta che i napoletani, da sempre famosi per la loro propensione al folclore e la loro "religiosità", e probabilmente influenzati dalle credenze cumane, iniziarono a venerare la sirena come dea protettrice. Il loro credo fu così forte da influenzare addirittura Virgilio, che utilizzerà il suo nome in senso poetico e Napoleone, a cui si deve il toponimo di Repubblica Parthenopea, altrimenti detta Repubblica Napoletana del 1799. Ancora oggi, l'eredità che la sirena ha lasciato a Napoli vive in alcune nazioni, come la Germania,dove, per esempio, si ricorda ancora la Repubblica Napoletana come Parthenopäische Republik.