Bonus prima casa, ecco quando non vale l’obbligo di residenza

  • 10 anni fa

Com’è ormai noto, la legge prevede sconti fiscali per chi acquista una prima casa, fissando condizioni e requisiti da rispettare per ottenere, ma sopratutto per conservare tali agevolazioni. Tra questi, il vincolo più importante è certamente l’obbligo di trasferire la propria residenza nel nuovo immobile, in un tempo massimo di 18 mesi, pena, la perdita del bonus precedentemente ottenuto. Ma, può ed è capitato, che il soggetto in questione, non riesca a rispettare tale limite, per ragioni che esulano dalla propria volontà, come nel caso di eventuali ritardo dell’attacco delle fogne, o di altre utenze necessarie per rendere una casa “abitabile”. Quindi, come ci si comporta in questo caso? Il bonus sulla prima casa è da considerarsi comunque perso? 

Bonus prima casa, non si perde per cause di forza maggiore 

Durante gli anni, il vincolo della residenza per l’ottenimento delle agevolazioni fiscali sulla prima casa, ha creato non pochi problemi sia alle giovani coppie, che si sono viste annullare il bonus per cause indipendenti dalla loro volontà, che ai giudici, sempre più spesso chiamati in causa per deliberare in materia. Questo, fino alla recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che ha messo un punto definitivo alla questione, deliberando che: i benefici fiscali, vengono conservati dagli acquirenti della casa, anche in caso di mancato cambio di residenza, solo se si è in presenza di un imprevisto sopravvenuto al contratto, non fronteggiabile dal contribuente, imprevedibile, inevitabile, e non imputabile al contribuente stesso. 

In pratica, il bonus sulla prima casa si conserva, solo nel caso in cui non si adempie al vincolo del cambio di residenza, per le famose “cause di forza maggiore”, tra cui il mancato allaccio delle fogne e delle altre utenze, a cui si è fatto riferimento nelle righe precedenti. Di contro, la mancata ultimazione dei lavori di ristrutturazione della casa, comporta invece la perdita del bonus, in quanto, si tratta di un evento prevedebili e fronteggiabili.

E’ importante sottolineare però, che se anche “si è giustificati” dalle famose cause di forza maggiore, al termine degli eventuali lavori colpevoli del ritardo nel trasferimento, se non si vuole vedere comunque annullato il proprio bonus, bisogna presentare un certificato di abitabilità redatto dall’amministratore, o dal tecnico specializzato che si è occupato dei lavori. 

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