Migliorano le condizioni per le rate dei mutui

  • 2 anni fa
rate dei mutui

Un nuovo taglio dei tassi di interesse è stato deciso dalla BCE ed entrerà in vigore il 18 settembre 2024. Si tratta di una ottima notizia per chi sta valutando di accendere un mutuo o per coloro che già ne hanno uno a tasso variabile. La Banca Centrale Europea (BCE) ha infatti ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, e le direttive hanno stabilito che anche il divario tra il tasso di rifinanziamento e quello sui depositi è diminuito. Quali saranno i reali effetti sulle rate dei mutui e sui prestiti? Cerchiamo di approfondirlo nei prossimi paragrafi per fare maggiore chiarezza.

La BCE abbassa nuovamente i tassi: i nuovi livelli

Nella riunione dello scorso 12 settembre la BCE ha deciso di abbassare i tassi di interesse di ulteriori 25 punti base, proseguendo così nella tendenza iniziata già nel mese di giugno scorso con un primo taglio dello 0,25%.
Di seguito indichiamo i nuovi valori dei principali tassi di riferimento stabiliti dalla BCE:

• Tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali: 3,50%;

• Tasso di interesse sui depositi presso la BCE: 3,65%;

• Tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale: 3,90%.

Riportiamo qui quanto si legge nel comunicato stampa diffuso dalla stessa Banca Centrale Europea della BCE:
“Il Consiglio direttivo ha deciso di ridurre di 25 punti base il tasso sui depositi, una misura chiave per la politica monetaria. Inoltre, come previsto nel riesame di marzo, il differenziale tra il tasso di rifinanziamento principale e il tasso sui depositi è fissato a 15 punti base. Il divario tra il tasso sulle operazioni marginali e quelle principali resta invariato a 25 punti base. Pertanto, il tasso sui depositi scenderà al 3,50%, mentre i tassi sulle operazioni principali e marginali saranno rispettivamente ridotti al 3,65% e al 3,90%. Questi cambiamenti saranno effettivi dal 18 settembre 2024.”

Effetti sulle rate dei mutui: cosa aspettarsi

Chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile potrebbe presto notare una vantaggiosa riduzione della rata mensile. Basta fare alcuni rapidi calcoli per chi è più addentro alla materia per comprendere che il taglio dei tassi potrebbe comportare dei risparmi anche nell’ordine di decine di euro mese dopo mese su quei mutui a tasso variabile che negli ultimi anni erano invece stati penalizzati.

Prospettive future per l’inflazione

Queste decisioni della BCE sono strettamente legate all’andamento dell’inflazione e dell’economia, con numeri che vengono costantemente monitorati al fine di allineare le offerte dei tassi. Secondo la Banca i dati attuali sull’inflazione sono conformi alle previsioni fatte in precedenza, e si stima che l’inflazione media nel 2024 sarà a fine anno pari al 2,5%, con una successiva riduzione prevista per gli anni 2025 e 2026. L’inflazione dei servizi, considerata un indicatore dell’inflazione di fondo, ha leggermente superato le attese, e anche la crescita salariale interna è risultata più elevata del previsto.
La prossima riunione della BCE è prevista per il 17 ottobre 2024, momento in cui potrebbero essere prese nuove decisioni sui tassi di interesse. L’evoluzione eventuale dei tassi dipenderà come sempre dall’andamento dell’inflazione. Secondo le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde, non si intravede un grande ottimismo, il che rende poco probabile un ulteriore significativo calo dei tassi.

È conveniente accendere ora un mutuo?

Con il taglio dei tassi di interesse da parte della BCE potrebbe essere un buon momento per considerare l’accensione di un mutuo per l’acquisto di una prima casa, soprattutto se si opta per un tasso variabile e si stava temporeggiando in attesa di tempi più propizi. La riduzione dei tassi di riferimento rende i finanziamenti più accessibili, abbassando così il costo complessivo del mutuo. È però importante tenere in considerazione le previsioni economiche a lungo termine, che indicano una possibile riduzione dell’inflazione nei prossimi anni. Se l’inflazione dovesse diminuire ulteriormente, i tassi di interesse potrebbero stabilizzarsi su livelli ancora più bassi, rendendo persino più vantaggiosi i mutui futuri. D’altra parte, chi preferisce la sicurezza di un tasso fisso potrebbe aspettare ancora qualche mese per valutare eventuali ulteriori decisioni della BCE.

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