Andare in giro per le strade di Napoli vuol dire immergersi nella storia, perdersi tra i vicoletti e farsi rapire dalla maestosa bellezza dei suoi monumenti, ma anche percorrere dei luoghi in cui passato e presente s’incontrano creando un binomio quasi invisibile agli occhi, come nel caso di via Francesco Cilea a Napoli. Edificato alla fine degli ’40 come prolungamento di via Alessandro Scarlatti questo noto asse viario napoletano racchiude in se un’intrinseca bellezza, che può essere afferrata appieno non soltanto percorrendo la strada ma anche la sua storia.
Chi era Francesco Cilea?
Francesco Cilea è stato uno dei maggiori compositori d’Italia. Nato a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, fin da bambino mostrò una grande predisposizione per la musica che lo portò a Napoli, dove iniziò i suoi studi presso il Conservatorio San Pietro a Majella. Qui, si distinse subito, meritando una medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione e una nomina a primo alunno maestrino. Ma, questo non fu l’unico riconoscimento scaturito dal suo soggiorno napoletano.
Nel 1889 infatti, al termine dei suoi studi, Cilea presentò come esame finale di composizione il melodramma “Gina”, accolto con successo da critica e pubblico. L’opera fu apprezzata dall’editore Sonzogno, che gli commissionò la composizione della Tilda: da quel momento in poi, la strada di Francesco Cilea si costellò di successi professionali, che lo portarono ad avere tra i protagonisti dei suoi drammi anche celebrità del calibro di Enrico Caruso. Nel 1916, il compositore, ormai all’apice della sua carriera, viene nominato direttore del Conservatorio di Napoli dove lavorerà fino al 1935. Nel 1938 fu nominato Accademico d’Italia, in onore del valore della sua produzione teatrale, sinfonica e da camera. Morì nel 1950 a Varazze.
La storia di via Francesco Cilea a Napoli
Progettata come asse di collegamento tra il Vomero e i quartieri di Posillipo, Fuorigrotta, Soccavo e Chiaia, e prevista già nel piano urbanistico precedente la seconda guerra mondiale, via Francesco Cilea si differenzia da tutte le altre strade costruite in periodo ante-guerra per la sua architettura: particolare che le ha fatto guadagnare le definizione di “strada più rappresentativa della nuova urbanistica vomerese”.
A dispetto delle altre vie del quartiere, che presentano un’architettura umbertina o liberty, via Cilea vanta delle costruzioni dall’aspetto moderno, composta da palazzi altissimi, quasi sproporzionati rispettati alla strada. Questa caratteristica, ha fatto si che guardando da lontano il percorso della via che si snoda lungo il crinale della collina, questa sembri in alcuni tratti sospesa nel vuoto.
Tra shopping e intrattenimento
Ad oggi, via Francesco Cilea è una delle arterie principali per la viabilità del quartiere Vomero a Napoli, grazie sia il gran numero di strade che confluiscono nel suo percorso (via Francesco Paolo Tosti, via Camillo de Nardis, via Rodolfo Falvo, via Gemito, vico Acitillo) che la presenza dell’entrata e dell’uscita della tangenziale.
Questa non è di certo l’unica particolarità della via che, il 6 giugno del 2016 è stata scelta come nuova sede della rinomata paninoteca “Puok” alias Puok e Med di proprietà di Egidio Cerrone: colui che ha rivoluzionato il volto dello street food napoletano: e non è l’unica attività commerciale in cui vale la pena fare un salto, se ci si trova a passeggiare in via Cilea, magari in una di quelle belle giornate di sole che tanto caratterizzano il clima della capitale partenopea.
Dopo aver preso un gelato da Fantasia Gelati, che da 20 anni delizia le papille gustative dei napoletani con i suoi prodotti artigianali, continuando a percorrere la strada, si arriva a “ Casa mia giocattoli ”, il noto negozio di giocattoli adatto sia alle madri in dolce attesa, che ai piccini in cerca di un valido svago, che a grandi appassionati di modellismo. I gestori dell’esercizio sono da tempo impegnati in attività sociali come quella recente del “giocattolo sospeso” , che ha visto i negozi aderenti all’iniziativa diventare una sorta di “punto ritiro” di giocattoli donati, per le famiglie in difficoltà. Ricordiamo altre attività della zona ed in particolare Gay Odin al civico 189 di fronte alla Tangenziale, a seguire i Supermercati CONAD, la pizzeria Olio e Pomodoro, e un buon numero di agenzie immobiliari.
Proseguendo per via Cilea si arriva poi all’incrocio di largo Martuscelli – che ospita l’omonimo – istituto dei per ciechi – da dove si snoda via San Domenico, ex “strada che porta a Soccavo”, sede del rinomato Teatro Cilea, l’ex auditorium della scuola di musica per i ciechi, trasformato nel 1975 nel teatro che tutti i napoletani conoscono, e che vanta come direttore artistico una delle stelle più brillanti del panorama comico napoletano: Biagio Izzo.
