Il redditometro è lo strumento mediante il quale il Fisco può calcolare il reddito approssimativo di un contribuente, grazie alle spese affrontate da questo e ad una serie di indici prefissati: l’eventuale scostamento tra questi fattori e il reddito dichiarato mette l’Agenzia delle Entrate in posizione di convocare l’utente, per chiedergli chiarimenti.
Tra gli indici che costituivano reddito spiccavano anche la prima casa e automobili di grossa cilindrata ma, le cose sembrano cambiare in seguito alla recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana. Analizziamo il caso.
Accertamento da Redditometro e prima casa, ecco cosa è successo
Il caso in oggetto riguarda il ricorso alla Commissione tributaria regionale effettuato dall’Agenzia delle Entrate, in merito alla notifica di due avvisi di accertamento da redditometro inviati sul presupposto della titolarità del contribuente interessato, del 25% di un primo immobile ricevuto in eredità dal padre, e del 50% di un secondo immobile ricevuto dalla madre.
La CTR Toscana ha confermato quanto già deciso in primo grado dalla Commissione Tributaria Provinciale, dichiarando che il possesso di un immobile ad uso abitativo non costituisceindici di reddito, al fine del calcolo del famoso redditometro in quanto beni di possesso generalizzato e non parametri di richezza, diversamente dagli immobili abitativi di lusso o adibiti ad uso commerciale o produttivo, nonché di veicoli di grossa cilindrata.