Ecco cosa dice la legge sul reato di stalking condominiale e cosa rischia il condomino stalker
Fate attenzione in condominio: d’ora in poi avere atteggiamenti molesti e persecutori nei confronti dei vicini di casa può mettervi nei guai. La Cassazione infatti ha riconosciuto l’esistenza di una nuova figura di stalker: il condomino.
Il reato di stalking condominiale si configura come la messa in atto di atteggiamenti persecutori nei confronti dei vicini di casa, atteggiamenti tali da indurre la vittima a
- modificare le proprie abitudini di vita
- esasperarla e provocare stati d’ansia, assumere tranquillanti;
- Indurre un fondato timore per l’incolumità propria e della propria famiglia;
- Costringere la vittima a cambiare le proprie abitudini.
La Cassazione ha anche chiarito che, affinché si configuri il reato di stalking, è sufficiente che la vittima faccia della accuse fondate e veritiere, anche se queste non possono essere verificate. Le dichiarazioni della persona offesa possono quindi “essere legittimamente poste da sole a fondamento dell’affermazione di responsabilità penale dell’imputato, previa verifica della credibilità soggettiva del dichiarante e dell’attendibilità intrinseca del suo racconto”.
Insomma, a far scattare la condanna per stalking è sufficiente la parola della vittima, purché sia una persona credibile e purché il suo racconto sia attendibile.
Il condomino stalker rischia di incorrere nel divieto di dimora e nel conseguente divieto di avvicinamento, per tutta la durata del processo a suo carico, al fine di impedire la reiterazione del reato.
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