Ci sono dei dati e dei numeri molto interessanti per il mercato immobiliare nel suo insieme che emergono dall’Osservatorio immobiliare Nazionale FIAIP, la principale associazione di categoria del nostro settore. Uno degli ultimi documenti diffusi riguarda infatti il definitivo aggiornamento dei dati relativi all’anno 2021, il secondo condizionato dalla pandemia da coronavirus, e parla di circa 750mila transazioni portate a termine nel corso dell’anno. Tale numero stabilisce un incremento pari al 34% rispetto al 2020, un dato prevedibile, ma – ed è questo il numero davvero interessante – un +24% rispetto al periodo pre-pandemico, a testimonianza di una costante crescita del desiderio di casa da parte degli italiani.
Andamento del mercato residenziale a Napoli
A Napoli, così come nelle altre grandi città, si registrano contemporaneamente una crescita dei prezzi degli immobili ma anche l’accorciamento dei tempi necessari alla vendita.
Tutto ciò sta di certo a indicare un rallentamento dell’offerta di immobili in vendita a Napoli, ma è anche un fattore scatenato da 3 concause che stano operando in contemporanea nel breve/medio periodo che stiamo attraversando:
- Crescita dell’inflazione
- Stabilità dei tassi dei mutui ai minimi storici
- Bassa redditività attuale di altri tipi di investimento
È il mattone, come spesso accade nei periodi di forte incertezza economica, a dimostrarsi ancora una volta il più sicuro degli approdi, anche se non sono soltanto i grandi centri metropolitani ad aver trainato questa tendenza, perché è emerso il desiderio più vivo rispetto a prima di acquistare una prima o una seconda casa in borghi che siano più distanti dal caos cittadino.
Non è difficile immaginare quanto lo smart working, ancora molto diffuso e praticato, stia contribuendo a queste istanze.
Crescono anche le transazioni commerciali
Non c’è però il solo settore residenziale a smuovere richieste e compravendite: dopo una lunga e forzata stasi si è risvegliato, specie nella seconda metà del 2021, anche il mercato che coinvolge uffici, capannoni ed altri locali commerciali, un indice della ripresa delle attività produttive dopo le chiusure forzate.
Il dato in controtendenza di questo segmento del mercato immobiliare riguarda però i prezzi, che anche per le locazioni si mostrano in sensibile calo.
Conclusioni
Non ci sono dubbi che la crescita e la riattivazione delle movimentazioni economiche siano veicolate dal settore immobiliare con un coefficiente che per tradizione è molto elevato, e come ovvio da tutto il suo indotto, a partire dagli interventi di riqualificazione prima di immettere un immobile sul mercato, e con evidenti sbocchi anche di tipo occupazionale e sociale.
Se è assodato che le famiglie sono portate a canalizzare i loro sforzi di investimento sul mattone, tale propensione andrebbe ancor più incentivata con interventi strutturali e politiche governative non più contingenti e legate a singoli periodi, per fare da guida ad una reale transizione economica, energetica e digitale del nostro paese.
