Affrontare la lunga e complessa procedura che ruota intorno alla compravendita di un immobile non significa soltanto trovare un accordo ed un punto d’incontro tra le parti circa la cifra definitiva che sarà oggetto del contratto per trasferire la proprietà.
Si tratta di certo di un passaggio cruciale e che a volte si prolunga anche più del dovuto perché non sempre le parti riescono a convenire in tempi rapidi su una cifra che risulti soddisfacente per entrambi, e per questo partire da una corretta valutazione dell’immobile che tenga conto di tutti i parametri che ne influenzano il prezzo è il migliore viatico per instaurate una trattativa fruttuosa e celere, in quanto è uno strumento attendibile che assicura trasparenza.
Attorno al prezzo di vendita ci sono però numerosi e diversificati costi e spese da sostenere da entrambe le parti, sia alla stipula del contratto che successivamente. Se non vi sono dubbi sul dovere dell’acquirente di farsi carico, qualora siano previste, di imposta di bollo e imposta di registro, al momento dell’accordo per la compravendita di un immobile sorgono spesso discussioni su chi debba farsi carico della parcella del notaio che redige l’atto.
A chi spettano le spese notarili?
La questione circa l’attribuzione delle spese notarili per un atto di compravendita immobiliare è per fortuna disciplinata in maniera abbastanza netta dal nostro ordinamento giuridico, che stabilisce chi paga le spese notarili in tutti queste circostanze. Quando ci si reca dal notaio dopo aver adempiuto a tutte le pratiche preliminari, quest’ultimo redige l’atto che identifica i soggetti del contratto, descrive il bene e le modalità economiche per il trasferimento della sua proprietà.
Se le parti non hanno pattuito espressamente un accordo di natura diversa, e che deve essere debitamente riportato nell’atto, la legge italiana stabilisce che il pagamento delle spese notarili sia sempre a carico della parte acquirente, che si impegna quindi anche a saldare la parcella del notaio.